Casa a Milano, dimmi che lavoro fai e ti dirò che immobile comprare

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Milano è una delle città più richieste per lavorare e vivere al momento. In base al lavoro sapete quale casa a Milano scegliere?

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Una casa a Milano – viaggi.nanopress.it

Una delle città più care d’Italia senza ombra di dubbio. Parliamo di Milano, che soprattutto in questo 2023 è stata al centro di diverse polemiche. Il motivo è da ricercare soprattutto nel caro affitti. Prezzi alle stelle che mettono in seria difficoltà chiunque voglia vivere in una delle città più richieste soprattutto per studio e lavoro, un vero polo di eccellenza del nostro paese.

Una casa a Milano, i prezzi in base al lavoro

Una recente ricerca in particolare ha messo a confronto diversi fattori facendo una proporzione tra redditi e costi abitativi. Quello che emerge è un livello elevatissimo dei prezzi sia per gli affitti che per l’acquisto di un immobile.

Costi che mettono in seria difficoltà in chi sta pensando di trasferirsi nella città lombarda. Soprattutto in un momento in cui i costi sono ulteriormente lievitati a causa della crisi immobiliare e della recente inflazione. Non basta la competizione nel settore a favorire sul prezzo, anzi.

A spiegarlo è un report stilato da Oca, ovvero l’Osservatorio Casa Abbordabile di Milano Metropolitana, insieme al Consorzio Cooperative Lavoratori di Milano e alla cooperativa di abitanti Delta Ecopolis. Il tutto in partnership con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano.

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Milano di Notte – viaggi.nanopress.it

Sotto la lente di ingrandimento sono stati messi prezzi di affitti e di acquisto a confronto con il reddito e la retribuzione percepita dai cittadini. Se prendiamo ad esempio il periodo che va dal 2015 al 2021, i prezzi sono saliti fino al 41% per quel che riguarda l’acquisto. Se parliamo di affitto invece la percentuale è del 22% di aumento, mentre la retribuzione è cresciuta solo del 13%.

Prezzi degli immobili e reddito

In questo senso la categoria più sfavorita è quella di operai ed impiegati che pur costituendo il 60% dei lavoratori, non hanno visto un aumento della retribuzione, che pur rimanendo piuttosto stabile, comunque non consente di tenere testa al mercato immobiliare.

Altro dato interessante della ricerca è quello che in base al reddito e alla professione spiegano quanti metri quadri si potrebbero acquistare. Naturalmente per acquisto si intende con un mutuo di almeno venti anni con tasso del 3,5%. Un finanziamento che copre l’80% dell’immobile e spesso deve avere un 20% di anticipo.

Quello che emerge insomma è che Milano è decisamente una delle città più care della penisola. Se parliamo di operai ed impiegati i metri quadri che ci si potrebbe permettere sono tra i 23 ed i 31 metri, e nessuno dei mestieri presi in considerazione supera i 50 metri quadrati.

Infermiere medico o medico specializzando arrivano al massimo a 28 metri quadri. Se la cavano meglio i professori associati e i manager. I primi arrivano fino a 44 metri quadri, i secondi a 126.

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