“È caduto dallo spazio”, impressionante scoperta nell’oceano: quel che hanno trovato è pazzesco

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Un misterioso oggetto interstellare che giace nell’Oceano Pacifico da ben otto anni e un gruppo di scienziati in procinto di esaminarlo: sembra proprio l’inizio di una storia dai risvolti interessanti. Di seguito tutta la vicenda.

Oggetto interstellare nell'oceano
Oggetto interstellare nell’oceano – viaggi.nanopress.it

Le notizie che provengono dallo spazio hanno una capacità di emozionarci e catalizzare la nostra attenzione: sarà forse il fascino del mistero e dell’ignoto ad avere questo effetto ammaliatore. Sicuramente, quella che segue è una storia dai risvolti potenzialmente interessantissimi.

Dallo spazio all’Oceano Pacifico: è caduto un misterioso oggetto

Accadde ben otto anni fa, nel 2014 quando, un oggetto interstellare precipitò nell’Oceano Pacifico. Gli esperti lo avevano avvistato prima che cadesse quindi erano riusciti a calcolare approssimativamente il punto dell’impatto, avvenuto in effetti al largo delle coste in Papua Nuova Guinea.

Da una prima analisi, gli esperti avevano dedotto che non si trattasse di un comune meteorite bensì di un oggetto interstellare, un evento molto rato. Si tratterebbe, se così fosse, del terzo oggetto interstellare conosciuto: l’identificazione dei primi due, chiamati Oumuamua e Borisov, risale rispettivamente al 2017 e al 2019.

Meteorite
Meteorite – viaggi.nanopress.it

Ad individuarlo in caduta sono stati Avi Loeb, docente dell’università di Harvard e Amir Siraj, un suo studente. I due hanno analizzato la velocità di caduta dell’oggetto interstellare e la sua traiettoria, cercando di localizzare il punto di precipitazione dell’oggetto grande circa cinquanta centimetri. Dalle analisi approfondite di Loeb e Siraj è emerso che, l’oggetto in questione potrebbe provenire addirittura dall’esterno del nostro Sistema Solare. E, ovviamente, si tratta di un’ipotesi estremamente interessante.

Dell’oggetto, soprannominato per ora CNEOS 2014-01-08, probabilmente rimangono solo dei frammento sul fondale dell’Oceano Pacifico poiché sarà bruciato attraversando l’atmosfera terrestre.

Dopo otto anni, CNEOS torna a far parlare di sé

È proprio così: scienziati e studiosi sono determinati a recuperare l’oggetto interstellare CNEOS 2014-01-08 per analizzarlo e vederci più chiaro. Le eventuali implicazioni di questo studio approfondito potrebbero aprire tantissimi scenari diversi e, perché no, stupefacenti. Ecco perché, Loeb e Siraj stanno coordinando gli scienziati coinvolti per organizzare una spedizione sottomarina con un solo obiettivo: recuperare CNEOS 2014-01-08 (o ciò che ne rimane).

Oggetto interstellare
Oggetto interstellare – viaggi.nanopress.it

Localizzare i frammenti dell’oggetto interstellare non è stato così difficile: la posizione è stata calcolata a partire dai dati sulla velocità di precipitazione dell’oggetto, da quelli sulla traiettoria e considerando i venti e le correnti oceaniche. Da questa attenta analisi, è stato possibile localizzare CNEOS 2014-01-08 in un’area di dieci chilometri per dieci chilometri al lago delle coste della Papua Nuova Guinea. Ora bisogna solo recuperarne i frammenti.

Perché recuperare l’oggetto interstellare nell’Oceano Pacifico?

Come esperti ed appassionati di scienza già sapranno, i frammenti di un oggetto interstellare sono magnetici: quindi, gli incaricati dello studio su CNEOS 2014-01-08 stanno ipotizzando di utilizzare una nave con un magnete per il recupero dei frammenti.
Ma perché recuperare questo oggetto? In realtà, ci sono ragioni scientifiche di grande rilievo dietro questo studio.

Infatti, le informazioni che questi frammenti potrebbero fornire all’umanità riguardano la composizione rocciosa dello spazio al di fuori del nostro Sistema Solare: sapere ciò ci consentirebbe di avere un’idea più accurata di com’era la nostra galassia nei suoi primi anni di vita.

Galassia
Galassia – viaggi.nanopress.it

Ma oltre ai motivi meramente scientifici ci sono altre ragioni per cui è importante recuperare e analizzare l’oggetto in questione. Di fatti, il recupero è essenziale per validare la scoperta di Loeb e Siraj in quanto, l’individuazione dell’oggetto CNEOS 2014-01-08 è stata fatta da un satellite spia del Ministero della Difesa americano.
Ciò, in poche parole, significa che i valori esatti delle misurazioni non sono stati diffusi e vengono custoditi dall’esercito americano. Ne consegue che, per mancanza di questi dati, è impossibile per Loeb e Siraj validare scientificamente la loro scoperta: vuol dire che si tratta di un oggetto interstellare solo su carta poiché non hanno modo di dimostrarlo.

D’altro canto una spinta positiva arriva proprio dalla US Space Command, la branca dell’esercito americano che si occupa dello spazio e che, pur non diffondendo i dati a sua disposizione, li ha analizzati e ha confermato che potrebbe effettivamente trattarsi di un oggetto interstellare. Quindi, non ci resta che augurare buona fortuna a Loeb e Siraj e attendere nuove strabilianti scoperte spaziali!

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